10/12/2014 - ACCERTAMENTO TRIBUTARIO: OBBLIGO DEL CONTRADDITTORIO ENDOPROCEDIMENTALE

 
 
 
 

Cassazione, Sez. V, 3 dicembre 2014 (ud. 7 novembre 2014), Sentenza n. 25561

(Pres. MERONE Antonio - Est. CHINDEMI Domenico)

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

  Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

  Dott. MERONE     Antonio                          -  Presidente   -

  Dott. CHINDEMI   Domenico                    -  rel. Consigliere  -

  Dott. BOTTA      Raffaele                         -  Consigliere  -

  Dott. MELONI     Marina                           -  Consigliere  -

  Dott. NAPOLITANO Lucio                            -  Consigliere  -

  ha pronunciato la seguente:

                                  sentenza

  sul ricorso 2954/2010 proposto da:

  S.T., elettivamente domiciliata in ROMA VIA DEI  GRACCHI  128,  presso lo studio dell'avvocato P. S., che la  rappresenta   e  difende  giusta delega a margine;

  - ricorrente -

                                   contro

  EQUITALIA GERIT SPA Ag. per della riscossione per  la  Prov.  di  Roma in persona  dell'Amministratore Delegato, elettivamente  domiciliato  in ROMA VIA ..., presso  lo  studio  dell'avvocato F. F. F., che lo rappresenta e difende giusta delega in calce;

  - controricorrente -

  avverso  la  sentenza  n.   136/2008   della   COMM. TRIB. REG. di ROMA,depositata il 10/12/2008;

  udita  la  relazione  della causa  svolta  nella  pubblica   udienza del 07/11/2014 dal Consigliere Dott. DOMENICO CHINDEMI;

  udito per il ricorrente l'Avvocato T.delega Avvocato P. che   ha chiesto l'accoglimento;

  udito  il  P.M.  in persona  del  Sostituto  Procuratore  Generale Dott.

GIACALONE Giovanni, che ha concluso per l'accoglimento del   6   motivo di ricorso, assorbiti gli altri.

FATTO

  Con  sentenza  n. 136/09/08,  depositata  il  10.12.2008  la Commissione Tributaria   Regionale   del  Lazio,  accoglieva   l'appello   proposto da Equitalia    Gerit   s.p.a.   avverso   la   sentenza   della  Commissione tributaria provinciale  di  Roma  n.  72/21/2008, confermando  l'avviso di iscrizione   ipotecaria  sull'immobile  di proprietà  di S. T., sito  in (OMISSIS), per la somma  di  Euro   5.096,00 pari  al  doppio  del presunto credito di Euro 2.874,23.

  Osservava,  al  riguardo,   la  Commissione   Tributaria   Regionale che l'avviso era sufficientemente motivato e che Equitalia  aveva  prodotto in primo  grado documentazione idonea a  provare  l'avvenuta   notifica delle sette  cartelle  prodromiche,  rilevando  anche  la   rituale  iscrizione a ruolo delle somme richieste. La contribuente impugna   la   sentenza della Commissione Tributaria Regionale deducendo i seguenti  motivi:

  a)   inesistente   motivazione   circa    un    punto    decisivo della controversia, in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 5, non  avendo   la CTR motivato   l'iter  logico  giuridico  in  base  al   quale   ha  ritenuto implicitamente   legittima  la  tardiva  costituzione   di   Equitalia nel giudizio di primo grado;

  b)  violazione  del  D.Lgs. n. 546 del  1992,  art.   32,   in relazione all'art.  360 c.p.c., n. 3, non avendo rilevato la CTR la violazione   del termine perentorio per il deposito di documenti in primo grado;

  c)  violazione dell'art. 112 c.p.c., in relazione art. 360 c.p.c., n. 4, avendo   la   CTR   travisato   la   censura    dell'appellante ritenendo erroneamente  che   avesse   ad   oggetto  la   presunta   decadenza della

contribuente  dal  diritto   di  difesa,  per   non   aver   contestato la
documentazione prodotta nel giudizio di primo grado;

  d)   in   via    subordinata,   inesistente   motivazione   sul mancato accoglimento    delle   contestazioni   relative   alla   notifica delle cartelle,  in  relazione   all'art.  360  c.p.c.,   n.   5,   e violazione

dell'art.  216 c.p.c., in  relazione  all'art.  360  c.p.c.,   n.   3, non avendo la sentenza impugnata spiegato il ragionamento logico in  forza del quale sono state implicitamente rigettate le eccezioni di omessa produzione degli  originali delle cartelle  esattoriali  e  l'omessa notifica   delle stesse,  avendo,  tra  l'altro,  il  giudice   di appello   utilizzato   i documenti  prodotti  da  Equitalia,  nonostante la   stessa   non   avesse formulato istanza di verificazione a fronte del  formale  disconoscimento di alcune  sottoscrizioni  di  cartoline  di   ricevimento   da   parte   della ricorrente;

  e)  violazione o falsa applicazione della L. n.  241  del  1990,  art.  3,comma  1,   per   non  avere  l'Amministrazione  Finanziaria  motivato in ordine   alla   situazione  di  insolvenza  o  comunque  di inaffidabilità patrimoniale del presunto debitore;

  f)  omessa  pronuncia sull'omessa intimazione ad adempiere D.P.R.  n.602

del 1973, ex art. 50, in relazione all'art. 112 c.p.c.,  art.  360 c.p.c.,

n.  4,  non essendo stata preceduta  dalla   notifica   di   una specifica intimazione  ad  adempiere l'obbligo  di  pagamento  entro  cinque giorni,essendo  trascorso  oltre  un  anno  dalla  presunta  notifica di tutte  le cartelle esattoriali;

  g)  contraddittoria  motivazione  in  ordine   alla   questione relativa

all'entità del debito,  in  relazione  all'art.  360  c.p.c.,  n.   5, con riferimento all'importo complessivo del credito inferiore  agli  Euro 8000;

  h)  appello  incidentale,  in caso  di  accoglimento   del   ricorso, in ordine  alla  richiesta di parziale riforma della sentenza  di  primo grado nella parte in cui  ha  condannato  Equitalia  al  pagamento delle spese processuali nella misura di Euro 150 omettendo di ordinare   di effettuare a  proprie  spese  tutti gli   adempimenti   relativi   alla cancellazione dell'iscrizione    ipotecaria    in     conseguenza dell'accoglimento  del ricorso introduttivo, a seguito della specifica istanza ivi  formulata.  La intimata si è costituita con controricorso  e la contribuente ha  presentato memoria; Il ricorso è stato discusso  alla pubblica udienza  del  7.11.2014,in cui il PG ha concluso come in epigrafe.

MOTIVI DELLA DECISIONE

  E'  fondato ed assorbente degli altri il  sesto  motivo  di  ricorso, non essendosi  la  CTR   pronunciata  in  ordine  al  motivo   di impugnazione relativo alla mancata intimazione ad adempiere l'obbligo di pagamento  entro 5  gg.,  D.P.R. n. 602 del 1973, ex art. 50,nonostante fosse   trascorso oltre un anno (questione non  controversa)dalla presunta   notifica  di tutte le cartelle esattoriali, avendo le  Sezioni nite  di   questa  corte affermato che la iscrizione di ipoteca non preceduta  da   preavviso   viola il  principio  generale  del contraddittorio,   che   coinvolge  anche  le procedure amministrative tributarie; ed è perciò  nulla (Cass. 18  settembre 2014  n.  19668), precisando  come  il   "diritto    al    contraddittorio" costituisce principio  generale  in  qualsiasi  procedimento amministrativo tributario.

  Anche  nel regime antecedente l'entrata in vigore del D.P.R.  n.  602 del 1973, art. 77, comma 2 bis, introdotto con D.L. n. 70 del  2011,prima di iscrivere ipoteca ai sensi del D.P.R. n.  602  del  1973, art.   77, la concessionaria  doveva  comunicare  al  contribuente   che   procederà alla detta iscrizione sui suoi beni  immobili,  concedendo  a quest'ultimo   un termine  -  che, per coerenza  con  altre  analoghe previsioni   normative presenti nel sistema, può  essere  fissato  in trenta  giorni - perchè egli possa esercitare il proprio  diritto   di difesa,   presentando  opportune osservazioni, o provveda al  pagamento del dovuto. L'iscrizione di  ipoteca non preceduta dalla comunicazione al  contribuente   è  nulla,  in  ragione della  violazione dell'obbligo che incombe   all'amministrazione    di attivare   il "contraddittorio endoprocedimentale",    mediante    la preventiva   comunicazione   al contribuente  della prevista adozione di un atto o provvedimento  che abbia  la  capacità  di  incidere  negativamente,determinandone   una lesione,   sui   diritti   e  sugli   interessi   del contribuente medesimo  (Cass.18 settembre 2014 n. 19668).

  Va,  conseguentemente accolto il sesto motivo di  ricorso,  assorbiti gli altri, cassata senza rinvio l'impugnata sentenza e, non  essendo necessari ulteriori   accertamenti  di  merito,   ex   art.   384 c.p.c.,    annulla l'iscrizione ipotecaria e le relative sanzioni.

  L'evolversi   della    giurisprudenza    in    epoca    successiva alla presentazione    del   ricorso   costituisce   giusto    motivo    per la compensazione delle spese dell'intero giudizio.

P.Q.M.

  Accoglie  il  sesto  motivo   ricorso,   assorbiti   gli   altri, cassa l'impugnata   sentenza   e,  decidendo  nel  merito,  annulla l'iscrizioneipotecaria  e   le   relative  sanzioni.  Dichiara compensate   le   spese dell'intero giudizio.

  Così deciso in Roma, il 7 novembre 2014.

Depositato in Cancelleria il 3 dicembre 2014

 
© 2010 - 2018 - STUDIO LEGALE TRIBUTARIO LATTANZIO - Via Giorgio la Pira, 27 - Trani (BT) - P. Iva: 02093550719   -   info@studiolattanzio.it
Progettazione e Realizzazione by www.DELTAXMULTIMEDIA.it