10/12/2012 - IVA PER CASSA: Modalità di esercizio dell’opzione

 
 
 
 

 

IVA PER CASSA

Modalità di esercizio dell’opzione

(D.L. 22 giugno 2012 n. 83, art. 32-bis)

Con il provvedimento Agenzia delle Entrate n. 165764 del 21 novembre 2012 sono state individuate le modalità di esercizio dell’opzione per il nuovo regime dell’IVA per cassa introdotto dall’art. 32-bis del D.L. n. 83/2012 (conv. L. n. 134/2012) e applicabile alle operazioni effettuate dall’1 dicembre 2012.

La circolare Agenzia delle Entrate n. 44 del 26 novembre 2012 ha fornito alcuni chiarimenti in merito.

 Con l’art. 32-bis del D.L. 22 giugno 2012 n. 83 (convertito in L. 7 agosto 2012 n. 134), sono state previste nuove regole per la liquidazione dell’IVA secondo la contabilità di cassa.

In attuazione delle nuove disposizioni è stato emanato il D.M. 11 ottobre 2012 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, mentre il prov­vedimento Agenzia delle Entrate 21 novembre 2012 n. 165764 ha individuato le modalità di esercizio dell’opzione per il regime.

Infine, sono stati forniti alcuni chiarimenti con la circ. Agenzia delle Entrate n. 44 del 26 novembre 2012.

Il regime della cosiddetta “IVA per cassa” consente di differire l’esigibilità dell’imposta al momento in cui sono incassati i corrispettivi della cessione o della prestazione di servizi o, in ogni caso, decorso un anno dall’effettuazione dell’operazione. Per i soggetti che hanno aderito al regime, l’esercizio del diritto alla detrazione dell’imposta sugli acquisti effettuati sorge al momento del pagamento dei relativi corrispettivi, ovvero decorso un anno dall’effettuazione dell’operazione.

In ogni caso, il diritto alla detrazione dell’imposta per il cessionario o committente sorge al momento di effet­tuazione dell’operazione, ancorché il corrispettivo non sia stato ancora pagato.

L’entrata in vigore del nuovo regime (e la contestuale abrogazione del precedente di cui all’art. 7 del D.L. 29 novembre 2008 n. 185, convertito in L. 28 gennaio 2009 n. 2) è avvenuta il 1° dicembre 2012: le nuove disposizioni sono, infatti, applicabili a tutte le operazioni effettuate a decorrere da tale data.

Con la seguente tabella si riepilogano le principali differenze tra il regime di “IVA per cassa” di cui al D.L. n. 185/2008 e il regime previsto dal D.L. n. 83/2012, efficace dal 1° dicembre 2012.

 


Regime “IVA per cassa” in vigore fino al 30 novembre 2012

Regime “IVA per cassa” in vigore
dal 1° dicembre 2012

Versamento dell’imposta sulle operazioni effettuate

·          all’atto dell’incasso del corri­spet­­­tivo;

·          decorso un anno dal momen­to di effettuazione dell’opera­zio­ne.

·          all’atto dell’incasso del corri­spet­tivo;

·          decorso un anno dal mo­mento di effettuazione dell’o­pe­razio­ne.

Detraibilità dell’imposta da parte del cedente o prestatore in regime
IVA per cassa

Al momento di
effettuazione dell’o­perazione.

·          all’atto del pagamento del cor­ri­spettivo al proprio cedente o prestatore;

·          decorso un anno dal momento di effettuazione dell’operazio­ne.

Detraibilità dell’imposta da parte del relativo cessionario o
com­mittente
(in regime ordinario
di liquidazione IVA)

·          all’atto del pagamento del cor­­rispettivo al proprio ceden­te o pre­­­statore in regime IVA per cassa;

·          decorso un anno dal mo­mento di effettuazione dell’o­pe­razione.

Al momento di
effettuazione dell’o­pe­razione.

 Di seguito si riepiloga la nuova disciplina, alla luce delle disposizioni contenute nel provvedimento Agenzia delle Entrate n. 165764/2012 e dei recenti chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate.

Ambito di applicazione

La nuova disciplina si applica:

·          ai soggetti passivi IVA che nell’anno solare precedente hanno realizzato (oppure, in caso di inizio attività nel corso dell’anno, prevedono di realizzare) un volume d’affari non superiore a 2.000.000,00 di euro (nel precedente regime il limite era fissato a 200.000,00 euro);

·          per operazioni nei confronti di cessionari o committenti che agiscono nell’esercizio di imprese, arti o pro­fessioni.

 Possono avvalersi dell’IVA per cassa anche gli enti non commerciali, relativamente alla attività commerciale eventualmente svolta, nel rispetto di tutte le condizioni previste dalla disciplina.

Nel calcolo del limite di volume d’affari richiesto per l’applicabilità del regime, devono essere considerate cumula­ti­vamente tutte le operazioni attive (sia quelle assoggettate al regime dell’IVA per cassa, sia quelle non assog­get­tate a tale regime).

Inoltre, in caso di inizio dell’attività in corso d’anno, tale importo non deve essere ragguagliato all’anno.

Procedure concorsuali

In caso di assoggettamento del cessionario o committente a procedure concorsuali, non opera il termine di un anno dal momento di effettuazione dell’operazione previsto ai fini dell’esigibilità dell’imposta.

Tutti i cedenti di beni o prestatori di servizi, che abbiano optato per il nuovo regime per cassa, dovranno quindi liquidare l’IVA dovuta al momento dell’incasso del corrispettivo, limitatamente all’ammontare dello stesso.

La procedura concorsuale, a cui è sottoposto il cessionario o committente, deve intervenire prima del decorso dell’anno previsto ai fini dell’esigibilità dell’IVA per cassa. A tal fine, è opportuno fare riferimento alla data in cui sono emessi i provvedimenti di apertura della procedura, ovvero:

·          sentenza dichiarativa di fallimento;

·          provvedimento che ordina la liquidazione coatta amministrativa;

·          decreto di ammissione al concordato preventivo;

·          decreto disponente la procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.

 In caso di revoca della procedura concorsuale, decorso il termine annuale, l’imposta è comunque esigibile e deve essere computata nella prima liquidazione successiva alla data di revoca.

Passaggio dalla vecchia alla nuova IVA per cassa

Il regime precedente di IVA per cassa (art. 7 del D.L. n. 195/2008) è abrogato a decorrere dal 1° dicembre, contestualmente all’entrata in vigore della nuova disciplina.

Le nuove disposizioni, secondo quanto stabilito dall’art. 8 del D.M. 11 ottobre 2012, si applicano a tutte le operazioni effettuate a partire dal 1° dicembre 2012. Dunque:

·          per le operazioni effettuate anteriormente al 1° dicembre 2012, è applicabile il regime per cassa di cui all’art. 7 del D.L. n. 195/2008;

·          per le operazioni effettuate successivamente al 1° dicembre 2012, è applicabile il regime per cassa di cui all’art. 32-bis del D.L. n. 83/2012.

 Ad esempio, una cessione con consegna dei beni nel mese di novembre 2012, ma fatturata nel mese di dicembre 2012, non può godere del regime di IVA per cassa di cui all’art. 32-bis del D.L. n. 83/2012. Il nuovo regime, infatti, è applicabile alle operazioni effettuate successivamente al 1° dicembre 2012 e, nel caso descritto, il momento di effettuazione dell’operazione è quello della consegna dei beni (avvenuta nel mese di novembre 2012).

Operazioni attive escluse dal regime

Non si applica la nuova disciplina di IVA per cassa per le operazioni indicate nella seguente tabella.

 

Operazioni effettuate nell’ambito di regimi
speciali di determinazione dell’imposta

·          regimi “monofase” di cui all’art. 74 del D.P.R. n. 633/72 (ad esempio il commercio di prodotti editoriali, di sali, tabacchi e fiammiferi);

·          regime cosiddetto “del margine” di cui all’art. 36 del D.L. 23 febbraio 1995 n. 41 (cessione di beni mobili usati, oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione);

·          regime delle agenzie di viaggio e turismo di cui all’art. 74-ter del D.P.R. n. 633/72;

·          regime dell’agricoltura e attività connesse di cui agli artt. 34 e 34-bis del D.P.R. n. 633/72;

·          regime dell’agriturismo di cui all’art. 5 della L. 30 dicembre 1991 n. 413.

 

I soggetti che applicano sia un regime speciale sia il regime ordinario pos­sono adottare il regime di IVA per cassa, previa separazione delle attività ai sensi dell’art. 36 del D.P.R. n. 633/72.

Operazioni ad esigibilità differita, di cui
all’art. 6 del
D.P.R. 26 ottobre 1972

n. 633

·          cessioni di prodotti farmaceutici effettuate dai farmacisti;

·          cessioni di beni e prestazioni di servizi in favore di soci, associati o partecipanti degli enti e associazioni non aventi per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali o agricole;

·          operazioni nei confronti dello Stato o di altri soggetti a carattere pubblico (ad esempio Enti pubblici territoriali, Camere di Commercio, Università, ASL).

 

Per tali operazioni l’imposta diviene esigibile all’atto del pagamento, ana­logamente al regime di IVA per cassa, senza che si applichi il termine annuale ivi previsto.

Operazioni effettuate nei confronti di soggetti che assolvono l’imposta mediante il meccanismo
del “reverse charge

·          cessioni di oro da investimento e altri semilavorati in oro;

·          prestazioni di servizi nel settore edili rese dai subappaltatori nei con­fronti delle imprese costruttrici o appaltatrici;

·          cessioni di fabbricati strumentali;

·          cessioni di telefoni cellulari, PC e dei relativi componenti;

·          cessioni di materiali lapidei;

·          cessioni di rottami e materiali di recupero;

·          provvigioni corrisposte dalle agenzie di viaggio ai propri intermediari;

·          cessioni di documenti per il trasporto urbano e dei documenti di sosta per i parcheggi.

Operazioni effettuate nei confronti di soggetti che non agiscono nell’esercizio di imprese, arti o professioni

 

Sono, altresì, escluse dall’applicazione dell’IVA per cassa le operazioni “non imponibili” per le quali il cedente o prestatore di servizi nazionale non è debitore d’imposta. Si tratta delle cessioni intracomunitarie, delle cessioni all’esportazione, delle operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione e dei servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali.

Operazioni passive escluse dal regime

Sono escluse dal differimento del diritto alla detrazione le seguenti operazioni:

·          acquisti di beni e servizi assoggettati a IVA con il meccanismo dell’inversione contabile (cosiddetto “reverse charge”);

·          acquisti intracomunitari di beni;

·          importazioni di beni;

·          estrazioni di beni dai depositi IVA.

Pagamenti parziali

Nel caso in cui il cedente o prestatore di servizi incassi parzialmente il corrispettivo, l’imposta dovrà essere liquidata nella proporzione esistente tra la somma incassata e il corrispettivo complessivo dell’operazione.

Parimenti, tale soggetto potrà detrarre l’imposta sugli acquisti effettuati nella proporzione esistente tra la somma pagata e il corrispettivo complessivo dell’operazione.

L’ipotesi prevista dal legislatore è assai frequente nella pratica (si pensi ai pagamenti rateali o agli acconti).

 

Un soggetto in regime di IVA per cassa effettua una cessione di beni per un valore di 100.000,00 euro più IVA al 21% (21.000,00 euro). In data 1° febbraio 2012 incassa, a titolo di acconto, il 30% del corrispettivo (30.000,00 euro). L’IVA relativa all’acconto incassato diviene esigibile al momento del pagamento ricevuto: la quota parte di IVA relativa all’acconto (6.300,00 euro), dunque, dovrà essere versata nella liquidazione del mese di febbraio.

 

Esercizio dell’opzione

Una volta esercitata, l’opzione per il regime di IVA per cassa ha effetto per l’insieme delle operazioni, attive e passive, poste in essere dal contribuente:

·          dal lato attivo, il soggetto potrà liquidare l’imposta dovuta al momento di incasso del corrispettivo;

·          dal lato passivo, il soggetto potrà esercitare la detrazione solo in seguito al pagamento degli acquisti effet­tuati.

 

L’opzione effettuata è vincolante per tutte le operazioni, a differenza di quanto previsto dalla disciplina pre­cedente, in base alla quale l’opzione doveva essere esercitata per ogni singola operazione.

 

Secondo quanto definito dal provv. Agenzia delle Entrate n. 165764/2012, l’opzione si manifesta attraverso il com­portamento concludente del contribuente.

Non è richiesto alcun adempimento specifico ai fini dell’esercizio dell’opzione, né alcun obbligo di comunicazione preventiva.

Solo in una seconda fase, è previsto l’obbligo di comunicare l’opzione effettuata all’Agenzia delle Entrate, me­diante compilazione de quadro VO della prima dichiarazione annuale IVA da presentare successivamente alla scelta effettuata.

I soggetti che intendono avvalersi del regime sin dall’inizio dell’attività comunicano tale scelta in sede di presen­tazione della dichiarazione IVA relativa all’anno di inizio attività.

 

Le opzioni aventi effetto dal 1° dicembre 2012 dovranno essere comunicate all’Agenzia delle Entrate con la di­chiarazione IVA 2013.

Le opzioni aventi effetto dal 1° gennaio 2013 dovranno essere comunicate all’Agenzia delle Entrate con la dichia­razione IVA 2014.

Tardiva dichiarazione

In caso di presentazione della dichiarazione IVA entro 90 giorni dalla scadenza del termine, gli effetti dell’opzione si producono ugualmente.

Rimangono applicabili, tuttavia, le sanzioni previste per la tardiva presentazione della dichiarazione.

Annotazione sulla fattura

L’art. 4 comma 5 del D.M. 11 ottobre 2012 prescrive, per le operazioni soggette al nuovo regime per cassa, l’obbligo di indicare sulla relativa fattura che l’operazione è, appunto, effettuata con IVA liquidata per cassa ai sensi dell’art. 32-bis del D.L. n. 83/2012.

L’omessa annotazione costituisce una violazione esclusivamente formale e non determina la decadenza dal regime di IVA per cassa.

Peraltro, l’annotazione sulla fattura non costituisce un adempimento essenziale ai fini della detrazione da parte del cessionario o committente. Quest’ultimo, infatti, in base alla nuova disciplina, ha diritto alla detrazione dell’im­posta al momento di effettuazione dell’operazione.

L’indicazione prevista ha, dunque, la sola funzione di agevolare la corretta tenuta della contabilità per il cedente o prestatore che assoggetti soltanto alcune operazioni al regime di IVA per cassa.

 

Decorrenza dell’opzione

L’opzione dell’IVA per cassa ha effetto a decorrere:

·          dal 1° gennaio dell’anno in cui è esercitata;

·          dalla data di inizio dell’attività, nel caso di inizio dell’attività nel corso dell’anno.

 

Fa eccezione l’anno 2012, per il quale l’opzione ha effetto per le operazioni effettuate dal 1° dicembre 2012.

 

Anche i contribuenti che liquidano l’IVA con cadenza trimestrale possono accedere al nuovo regime a partire dal 1° dicembre 2012, con esclusivo riferimento però alle operazioni effettuate nel mese di dicembre 2012.

Durata e revoca dell’opzione

L’opzione per il regime di IVA per cassa vincola all’applicazione dello stesso per almeno un triennio.

Ai fini del calcolo del triennio, se l’opzione è esercitata dal 1° dicembre 2012, l’anno 2012 è computato come primo anno di applicazione del regime. Allo stesso modo, l’anno di inizio dell’attività è computato per intero.

Nel caso di superamento del limite di volume d’affari di 2.000.000,00 di euro nel corso del triennio, il regime cessa e il contribuente ha l’obbligo di liquidare l’IVA secondo le regole ordinarie, a partire dal mese o trimestre suc­cessivo a quello in cui la soglia è stata superata.

Nella liquidazione relativa all’ultimo mese o trimestre in cui è stata applicata l’IVA per cassa è computato a debito l’ammontare dell’imposta non ancora versata in applicazione del regime IVA per cassa non più spettante. A partire dalla stessa liquidazione può essere esercitato il diritto alla detrazione dell’imposta non ancora detratta relativa agli acquisti effettuati e non ancora pagati.

L’opzione esercitata è tacitamente rinnovata annualmente.

Il contribuente ha facoltà di revocare il regime applicato. La revoca segue le stesse modalità previste per l’esercizio dell’opzione: si manifesta con il comportamento concludente del contribuente (ritorno alla liquidazione IVA secondo le regole ordinarie) e deve essere comunicata all’Agenzia delle Entrate mediante compilazione del quadro VO della prima dichiarazione IVA successiva alla scelta effettuata.

 

 
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