17/10/2012 - NON SONO DOVUTE LE SANZIONI TRIBUTARIE IN CASO DI MANCATO PAGAMENTO DELLE IMPOSTE PER CAUSA DI FORZA MAGGIORE (ILLIQUIDITA')

 
 
 
 
 REPUBBLICA ITALIANA
                        IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
                LA COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DI ROMA
                           VENTINOVESIMA SEZIONE
  riunita con l'intervento dei Signori:
  GARGANI ANGELO - Presidente
  BELLONI LUIGI - Relatore
  CATARINELLA MASSIMO - Giudice
  ha emesso la seguente
                                  SENTENZA
  - sull' appello n. 7964/11
  depositato il 06/12/2011
  - avverso la sentenza n. 524/07/2010
  emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di ROMA
  proposto dall'ufficio: AG.ENTRATE DIR. PROVIN. UFF. CONTROLLI ROMA 1
  controparte: (...)
    difeso da: (...)
    Atti impugnati:
  CARTELLA DI PAGAMENTO n. (...) IRES-ALTRO 2004
  CARTELLA DI PAGAMENTO n. (...) IRPEF-ALTRO 2004
  CARTELLA DI PAGAMENTO n. (...) IVA-ALTRO 2004

FATTO E DIRITTO
  La società (...), impugnava la cartella di  pagamento  n. di  Euro  926.372.50
emessa in seguito al controllo automatizzato ex art. 36 bis  D.P.R.  n.  600
del 1973 della dichiarazione  770S/2005  per  ii  recupero  per  sanzioni  e
interessi, ritenute IRPEF anno 2004 non versate e quote IRAP e IVA anno 2004
parimenti non versate.
  Esposte le proprie difficoltà finanziarie e quelle del capogruppo D.  L.
G. I. s..pa. per notevoli ritaidi nell'acquisizione dei corrispettivi per
servizi erogati alla Regione Campania  in  materia  ambientale  (depurazione
acque reflue), la società ricorrente eccepiva la  non  debenza  delle  somme
iscritte a ruolo a titolo di sanzioni per complessivi  Euro  191.318,20  per
assoluto difetto di colpevolezza necessario ai sensi dell'art. 5  D.Lgs.  n.
472 del 1997 ai fini dell'irrogazione sanzioni. Nel caso di specie, prosegue
il ricorrente, era da richiamare anche l'art. 6 comma 5 dello stesso  D.Lgs.
n. 472 del 1997 che stabilisce che non è punibile chi ha commesso  il  fatto
per forza maggiore poiché i mancati proventi  dei  servizi  resi  agii  enti
pubblici, erano da assimilare a causa di forza maggiore.  A  tale  proposito
venivano  citate  varie  sentenze  che  avevano   riconosciuto   valide   le
argomentazioni  esposte  dalla  società.  Concludeva  con  la  richiesta  di
annullamento della  parte  della  cartella  relativa  alle  sanzioni  stante
l'assenza della colpevolezza.
  Nel costituirsi in giudizio l'Ufficio replica sostenendo  che  l'impotenza
finanziaria non costituisce causa non  imputabile  al  debitore,  concludeva
chiedendo che venisse dichiarata la legittimità dell'iscrizione  a  ruolo  e
che fosse rigettato il ricorso della società.
  La CTP ha accolto il ricorso perché analoga  controversia,  riferita  alle
stesse imposte ed annualità 2004, tra la società D. L.  G.  I.  s.p.a.-
cui fa capo la società ricorrente- e l'ufficio dell'Agenzia delle Entrate di
Roma I ha formato oggetto della sentenza della CTP di Roma con  la  quale  è
stato sancito l'insussistenza, in capo  alla  società  D.  L.  G.,  del
requisito della colpevolezza stante  l'esistenza  dei  crediti  vantati  nei
confronti della committente  di  servizi  Regione  Campania,  annullando  per
l'effetto le sanzioni iscritte a ruolo.
  L'appello è proposto dall'Ufficio che insiste  nella  pretesa  tributaria,
ovvero pretende le sanzioni  applicate  per  il  ritardato  pagamento  delle
imposte da parte della Società A..
  Questa commissione ritiene l'appello non meritevole di accoglimento.
  L'impossibilità economica finanziaria della società evidenziata  nell'atto
introduttivo e ribadita dalla difesa anche in questa sede di trattazione del
ricorso  e  risultante  documentalmente  per  via  di  diversi  procedimenti
amministrativi  e  contenziosi  istaurati  dalla  società  per  ottenere  la
soddisfazione del credito vantato nei confronti  della  committente  Regione
Campania, credito scaturito da situazione della citata Regione, ben nota per
averne dato  gli  organi  di  stampa  ampio  risalto,  costituisce  esimente
dall'applicazione delle sanzioni pecuniarie amministrative in considerazione
del difetto del requisito della colpevolezza prevista dall'art. 5 del D.Lgs.
n. 472 del 18 dicembre 1997 e pertanto le stesse vanno annullate.
  In proposito dalla recente giurisprudenza di merito è stato osservato  che
"quando l'inosservanza della  norma  è  necessariamente  ed  inevitabilmente
cagionala da una forza  esterna  al  soggetto  obbligato,  non  sussiste  il
presupposto per la nascila dell'obbligazione delle soprattasse "; ed è stato
inoltre, sostenuto che, poiché anche la materia Fiscale si fonda su principi
di correttezza ed equità, non può mai trovare giustificazione  logica  prima
che giuridica, la "punizione  indiscriminata  dell'incolpevole  contribuente
che versi, e lo provi, in stato di coatta incapacità economica".  Lo  stesso
Ministero delle Finanze ha precisato come le obbligazioni al pagamento delle
pene pecuniarie e soprattasse in materia di  imposte  indirette  seguono  il
regime  proprio  delle  obbligazioni  civili.  Tale  giustificazione   rende
giustificabile il mancato o ritardato pagamento delle imposte  IRPEF,  IRAP.
IRES e IVA che hanno portato all'irrogazioni delle sanzioni per  complessive
Euro 191.318,20.

P.Q.M.
  Respinge l'appello dell'Ufficio.  Spese  Euro  2.000  (duemila)  a  carico
dell'appellante oltre oneri come per legge.
Roma il 23 maggio 2012.


 
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