12/07/2012 - RISPARMIO ENERGETICO - Immobili affittati a terzi da società - Detrazione fiscale

 
 
 
 
Norma di comportamento n. 184 – luglio 2012
Associazione italiana dottori commercialisti ed esperti contabili – Commissione norme di comportamento e di comune interpretazione in materia tributaria

Detrazione fiscale per risparmio energetico su immobili affittati a terzi da parte delle società.

L’agevolazione fiscale per gli interventi volti  al  risparmio
energetico, consistente nella detrazione del 55% prevista dall’art. 1  commi
344 e seguenti della Legge 27/12/2006 n. 296 e  dal  Decreto  del  Ministero
dell’Economia e delle Finanze 19/02/2007, spetta a chi esegue e sostiene  la
spesa dell’intervento,  qualunque  sia  la  categoria  catastale  dell’unità
immobiliare interessata e la tipologia di  contribuente  (persona  fisica  o
società) indipendentemente dal tipo di attività svolta e, quindi, anche  ove
lo stesso sia titolare di reddito d’impresa.


    Il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 19/02/2007  e
successivi aggiornamenti (1), dando attuazione a quanto previsto dall’art. 1
comma 349 della Legge 27/12/2006, prevede all’art. 2, primo comma, lett.  a)
che la detrazione fiscale del 55% per  interventi  di  risparmio  energetico
spetti - per effetto delle varie proroghe fino al 31/12/2012 - alle  persone
fisiche non titolari di reddito di impresa  e  stabilisce,  alla  successiva
lett. b), che essa spetti anche “ai soggetti titolari di  reddito  d’impresa
che sostengono le spese per l’esecuzione degli interventi di cui al predetto
art. 1, commi da 2 a  5,  sugli  edifici  esistenti,  su  parti  di  edifici
esistenti o su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale,
anche rurali, posseduti o detenuti”.
    Al comma 2 dello stesso art. 2 del D.M. 19/02/2007 sono previste  regole
speciali soltanto per le società di  locazione  finanziaria,  con  beneficio
riservato solo al soggetto “utilizzatore”.
    Pertanto, salvo  quanto  appena  detto,  la  norma  non  prevede  alcuna
eccezione né di tipo oggettivo (unità  immobiliari  esistenti  di  qualsiasi
categoria catastale) né di tipo soggettivo (persone fisiche e  soggetti  non
titolari di reddito d’impresa, nonché tutti i titolari di reddito d’impresa,
inclusi società ed enti), ma prescrive  soltanto  il  puntuale  rispetto  di
alcuni adempimenti, indicati negli  artt.  4  e  seguenti  del  citato  D.M.
19/02/2007.
    Tale assenza di eccezioni oggettive o soggettive  è  riconfermata  dalle
istruzioni alla compilazione di Unico SC per le società di capitali, che  al
riguardo ripetono pressoché pedissequamente le parole del D.M. 19/02/2007.
    Oltre all’aspetto letterale – di per sé fondamentale – se si  vuol  dare
una corretta interpretazione di una norma occorre identificare  le  finalità
che essa vuole perseguire.
    Nel caso specifico, l’obiettivo è  chiaramente  quello  di  favorire  ed
incentivare il risparmio energetico tramite minori consumi  di  combustibili
(gas, metano,  gasolio,  ecc.)  per  riscaldamento  e  condizionamento,  con
interventi sull’involucro  di  edifici  esistenti,  con  l’installazione  di
pannelli solari  e  con  la  sostituzione  di  impianti  di  climatizzazione
invernale, interventi che comportano il miglioramento  della  qualità  degli
immobili.
    La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 340/E del 01/08/2008,  invece,
sostiene che l’agevolazione non spetterebbe per  i  lavori  eseguiti  da  un
titolare di reddito d’impresa su unità immobiliari (abitative o non) adibite
a locazione e quindi, in pratica, non spetterebbe alle  cosiddette  “società
immobiliari  di  gestione”  per  le   unità   immobiliari   non   utilizzate
direttamente.
    Per giustificare tale presa di posizione, l’Agenzia  fa  riferimento  ad
una non meglio definita “interpretazione sistematica” secondo  la  quale  il
beneficio sarebbe, nel caso, attribuibile “esclusivamente agli  utilizzatori
degli immobili oggetto degli interventi”.
    Innanzitutto,  tale  pretesa  “interpretazione  sistematica”   sostenuta
dall’Agenzia non appare coerente con la caratteristica di  “detrazione”  del
beneficio  fiscale  previsto  dalla  norma,  che  non  incide  quindi  sulla
quantificazione  del  “reddito  imponibile”,  su  cui  invece  argomenta  la
risoluzione in oggetto per  giustificare  le  sue  conclusioni  (che  allora
potrebbero essere applicabili per negare l’agevolazione fiscale anche per le
aziende agricole, che sono tassate in base al reddito agrario).
    La tesi dell’Agenzia è poi contraddetta dal fatto – indiscutibile –  che
nel caso di  proprietario/usufruttuario  persona  fisica  che  loca  l’unità
immobiliare abitativa a terzi, il beneficio è attribuito sia al proprietario
o usufruttuario (se esegue e  sostiene  la  spesa  dell’intervento)  sia  al
conduttore (se invece è lui  a  eseguire  l’intervento  e  a  sostenerne  la
spesa): non si comprende quindi in base a quale  disposizione,  né  a  quale
logica,  la  conclusione  sia  diversa  nel  caso  il  proprietario  sia  un
imprenditore, vale a dire che se  il  proprietario  non  è  imprenditore  il
beneficio  spetta  comunque  a  chi   sostiene   la   spesa   (proprietario,
usufruttuario o inquilino), mentre se il proprietario è un imprenditore  che
svolge attività di locazione  immobiliare,  il  beneficio  spetterebbe  solo
all’inquilino che sostiene la spesa, ma non  al  proprietario  (imprenditore
persona fisica o società) se  è  quest’ultimo  ad  eseguire  l’intervento  e
sostenere la spesa.
    Una  corretta  “interpretazione  sistematica”  della   normativa   della
detrazione fiscale in esame conduce a  identificare  lo  scopo  della  norma
agevolativa nel risparmio energetico in senso assoluto, indipendentemente da
chi  sia  il  proprietario  o  l’utilizzatore,  tanto  è  vero  che  l’unica
condizione posta dalla legge e dal decreto attuativo  è  che  l’agevolazione
spetti a chi sostiene la spesa.
    Il  contenuto  della  Risoluzione  340/E  discrimina  senza  motivo  una
tipologia di proprietari, i titolari di reddito d’impresa incluse società ed
enti per le unità immobiliari non utilizzate direttamente,  scoraggiando  di
fatto  tali  soggetti  dall’eseguire  questi  interventi,   utili   per   la
collettività.
Note:
    (1) Il testo originario del  D.M.  19/02/2007  è  stato  successivamente
aggiornato con le  modifiche  apportate  dai  DM  26/10/2007,  07/04/2008  e
06/08/2009.

 
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