05/07/2012 - BOLLO SPECIALE E IVAFE - Attività finanziarie emerse

 
 
 
 
Circ. n. 29/E del 5 luglio 2012
Agenzia delle Entrate - Direzione centrale normativa

Attività finanziarie - Emersione - Imposta di bollo speciale - Imposta straordinaria sui prelievi - Art. 19, commi da 6 a 12, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214 e successive modificazioni - Provv. Direttore Agenzia delle Entrate 5 giugno 2012.

INDICE: PREMESSA - 1. IMPOSTA DI BOLLO SPECIALE ANNUALE  SULLE  ATTIVITÀ
OGGETTO DI EMERSIONE - 2. IMPOSTA STRAORDINARIA SUI PRELIEVI DELLE  ATTIVITÀ
OGGETTO DI EMERSIONE -  3.  AMBITO  SOGGETTIVO  -  4.  MODALITÀ  APPLICATIVE
DELL’IMPOSTA DI BOLLO SPECIALE E DELL’IMPOSTA  STRAORDINARIA  SUI  PRELIEVI:
4.1 Base imponibile delle  imposte;  4.2  Soggetti  tenuti  all’applicazione
delle imposte; 4.2.1 Trasferimento delle attività segretate - 5. MODALITÀ DI
CALCOLO E DI VERSAMENTO DELLE IMPOSTE  -  6.  SEGNALAZIONI  DA  PARTE  DEGLI
INTERMEDIARI

    PREMESSA


    L’articolo 19, commi da 6 a 12, del decreto legge 6  dicembre  2011,  n.
201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 (di
seguito, “decreto”)  stabilisce  che  le  attività  finanziarie  oggetto  di
operazioni di emersione ai sensi dell’articolo 13-bis del decreto  legge  1°
luglio 2009, n. 78, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  3  agosto
2009, n. 102, e successive modificazioni, e  degli  articoli  12  e  15  del
decreto legge 25 settembre 2001,  n.  350,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 23 novembre 2001,  n.  409,  e  successive  modificazioni,  sono
soggette, a decorrere dal periodo d’imposta 2011,  ad  un’imposta  di  bollo
speciale annuale e ad  un’imposta  straordinaria  una  tantum  sui  prelievi
riferiti alle medesime attività.

    Tale disposizione è stata successivamente  modificata  dall’articolo  8,
commi 16 e 17, del decreto legge 2 marzo 2012, n. 16 e  ulteriori  modifiche
sono state apportate in sede di conversione dalla legge 26 aprile  2012,  n.
44. Ai sensi del comma 23 dello stesso  articolo  19  del  decreto  è  stato
emanato il Provvedimento del Direttore  dell’Agenzia  delle  Entrate  del  5
giugno 2012,  pubblicato  sul  sito  www.agenziaentrate.it,  che  reca,  tra
l’altro,  le  modalità  di  applicazione  delle  imposte  da   parte   degli
intermediari. Di tale provvedimento, che sostituisce quello del 14  febbraio
2012, si tiene conto nel fornire i chiarimenti che seguono.


    1. IMPOSTA DI BOLLO SPECIALE ANNUALE SULLE ATTIVITÀ OGGETTO DI EMERSIONE


    A norma dell’articolo 19, comma 6, del decreto è istituita un’imposta di
bollo speciale annuale dovuta con riferimento alle attività finanziarie  che
sono state oggetto di operazioni di emersione per  effetto  della  normativa
sul cosiddetto “scudo fiscale” e che, tramite la  procedura  del  rimpatrio,
sono state formalmente assunte  in  custodia,  deposito,  amministrazione  o
gestione presso gli intermediari  a  ciò  abilitati.  Come  si  ricorda,  il
rimpatrio poteva essere effettuato con due differenti modalità:


    1. il rimpatrio fisico attraverso il conferimento dell’incarico da parte
del contribuente alla custodia, deposito, amministrazione o  gestione  delle
attività finanziarie presso un intermediario abilitato residente, una  volta
che dette attività sono state trasferite in Italia;

    2. il rimpatrio c.d. giuridico  che  prevede  il  medesimo  conferimento
dell’incarico  sopra  descritto,  senza   tuttavia   dover   necessariamente
procedere al materiale  trasferimento  delle  stesse  nel  territorio  dello
Stato.  In  entrambi  i  casi,  ai  fini  dell’accoglimento  delle  attività
rimpatriate e dei relativi redditi sono stati costituiti  appositi  conti  o
rapporti destinati ad accogliere le somme e le attività finanziarie  oggetto
del rimpatrio per le quali è stata garantita la  completa  riservatezza  dei
relativi dati.

    L’imposta di bollo speciale è dovuta per le  sole  attività  finanziarie
rimpatriate e che sono ancora detenute in regime di riservatezza  alla  data
del 31 dicembre di ciascun anno.

    L’imposta non è invece dovuta per le attività oggetto di  operazioni  di
emersione attraverso  la  procedura  della  regolarizzazione,  attività  che
permanendo  all’estero  senza  essere   amministrate   o   gestite   da   un
intermediario italiano, rimangono assoggettate  agli  obblighi  dichiarativi
connessi al monitoraggio fiscale e non  hanno  usufruito  del  regime  della
riservatezza.

    Per  il  primo  anno  di  applicazione  l’imposta  è   determinata   con
riferimento al valore delle attività segretate  alla  data  del  6  dicembre
2011. L’imposta è dovuta nella misura del:


    - 10 per mille per il 2011;

    - 13,5 per mille per il 2012;

    - 4 per mille per gli anni successivi.


    Se nel corso dei periodi d’imposta successivi  al  2011  viene  meno  in
tutto o in parte il regime di riservatezza, l’imposta è  dovuta  in  ragione
del periodo in cui le attività finanziarie hanno fruito di tale regime sulla
base di un criterio pro rata temporis. A tal  fine,  l’imposta  deve  essere
calcolata  sul  valore  delle  attività  alla  data  della   perdita   della
segretazione  rapportandolo  ai  giorni  per  i  quali  il  contribuente  ha
usufruito di tale regime.

    Si evidenzia, a titolo di esempio,  che  il  regime  della  riservatezza
viene meno dietro espressa rinuncia da parte del  contribuente  -  resa  per
iscritto ed avente data certa - all’intermediario presso cui le somme  o  le
attività finanziarie rimpatriate sono detenute ovvero nei  casi  in  cui  il
contribuente ne disponga il trasferimento totale o parziale presso un  conto
o rapporto non riservato. La perdita del regime della riservatezza, inoltre,
si verifica relativamente al denaro prelevato o  alle  attività  finanziarie
dismesse qualora le somme non vengano utilizzate  per  l’acquisto  di  altre
attività che confluiscono nel rapporto  segretato  ovvero  il  corrispettivo
delle cessioni non sia immesso nel medesimo rapporto. Analoga conseguenza si
verifica nel caso in cui i redditi di capitale e i redditi diversi di natura
finanziaria derivanti dal denaro o dalle attività finanziarie rimpatriate (o
da  quelle  acquisite  attraverso  il  loro  disinvestimento  o   attraverso
l’investimento dei relativi redditi) non  siano  assoggettati  a  tassazione
definitiva da parte dell’intermediario depositario o da altri intermediari e
sostituti d’imposta e confluiscano nel conto segretato.

    Il  regime  della  riservatezza   viene   meno   altresì   per   effetto
dell’immissione nel conto segretato di denaro o attività finanziarie che non
sono state oggetto della procedura di emersione. Si ricorda  che  in  questi
ultimi casi, a differenza delle altre ipotesi in cui la  riservatezza  viene
meno solo  per  l’importo  prelevato,  dismesso  o  utilizzato,  è  l’intero
rapporto a perdere la  riservatezza.  Si  ricorda,  inoltre,  che  anche  la
costituzione del rapporto segretato in garanzia di finanziamenti concessi  a
terzi fa perdere  la  riservatezza  per  l’intero  rapporto  originariamente
segretato, a differenza del caso in cui la garanzia sia fornita a fronte  di
finanziamenti concessi al soggetto che ha posto in  essere  l’operazione  di
rimpatrio.

    Anche il decesso del contribuente che  ha  presentato  la  dichiarazione
riservata causa la decadenza dal regime di riservatezza, in quanto,  come  è
noto, tale regime non si trasmette agli eredi.

    Il  regime   della   riservatezza   viene   meno   anche   per   effetto
dell’esibizione della dichiarazione riservata in sede di accessi,  ispezioni
e verifiche da parte dell’Amministrazione finanziaria ovvero  a  seguito  di
avvisi di accertamento  o  di  rettifica  o  di  atti  di  contestazione  di
violazioni tributarie, compresi gli inviti, i questionari e le richieste  di
cui all’articolo 51, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 633 e all’articolo 32  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.

    In tal caso l’imposta di bollo speciale  è  dovuta  fino  alla  data  di
esibizione della dichiarazione riservata  comunicata  all’intermediario  dal
contribuente o dagli organi di controllo.

    Pertanto,  l’intermediario,  per  poter  applicare  l’imposta  pro  rata
temporis, deve essere portato a conoscenza della data in cui il contribuente
ha esibito la dichiarazione riservata per opporre gli effetti preclusivi  ed
estintivi dell’emersione. A tal fine, oltre che la comunicazione  effettuata
dal  contribuente  in  forma  scritta,   può   essere   considerata   valida
l’acquisizione di tale informazione in  occasione  della  richiesta  formale
all’intermediario da  parte  degli  Uffici  accertatori  della  copia  della
dichiarazione riservata per riscontrarne l’autenticità  (cfr.  circolare  n.
52/E dell’8 ottobre 2010).

    Qualora  l’intermediario  non  riceva  notizia   dell’esibizione   della
dichiarazione riservata è tenuto ad applicare l’imposta  di  bollo  speciale
per l’intero periodo d’imposta.

    Non costituiscono, invece, eventi che causano la perdita del  regime  di
riservatezza le operazioni di riporto,  pronti  contro  termine  e  prestito
titoli, in quanto si tratta di prelievi che non  possono  considerarsi  come
effettuati a titolo definitivo, né le movimentazioni in uscita dal  rapporto
segretato necessitate per disposizioni di legge o per contratto in relazione
al rapporto segretato e  al  trattamento  fiscale  delle  attività  in  esso
contenute (ad  esempio,  pagamento  di  commissioni  o  di  imposte  operate
dall’intermediario depositario o dai sostituti d’imposta, compresa l’imposta
di bollo speciale o sui prelievi).

    Al fine di meglio chiarire le modalità di applicazione del criterio  del
pro rata temporis, si  ritiene  utile  formulare  l’esempio  che  segue.  Si
ipotizzi che al 1°  gennaio  2012  il  contribuente  detenga  in  regime  di
segretazione attività finanziarie pari ad un valore di euro 1000 e  che  nel
corso del medesimo periodo d’imposta (in data 4  aprile  e  17  ottobre)  lo
stesso contribuente effettui due  distinte  operazioni  che  determinano  il
parziale venir meno di tale regime.
    Nel caso che viene prospettato il valore su cui applicare  l’imposta  di
bollo speciale deve essere così calcolato:
    In sostanza, quindi, si deve tener conto che le attività per  un  valore
di euro 200 hanno usufruito del regime di segretazione per 95 giorni, quelle
pari a euro 300 per 291, mentre il rimanente valore di euro 500 ha usufruito
della segretazione  per  l’intero  periodo  d’imposta.  Pertanto  il  valore
complessivo delle attività su cui  calcolare  l’imposta  di  bollo  speciale
annuale è pari a euro 791.

    2.  IMPOSTA  STRAORDINARIA  SUI  PRELIEVI  DELLE  ATTIVITÀ  OGGETTO   DI
EMERSIONE


    L’articolo 19, comma 12, del decreto prevede, inoltre, per  le  attività
finanziarie oggetto di emersione che, a partire dal 1° gennaio 2011  e  fino
alla data del 6 dicembre 2011, sono state in tutto o in  parte  prelevate  a
titolo definitivo dal  rapporto  di  deposito,  amministrazione  o  gestione
acceso per effetto della procedura di emersione  ovvero  comunque  dismesse,
l’applicazione di un’imposta straordinaria pari al 10 per mille.

    Si tratta di un’imposta una tantum che  va  applicata  sull’importo  del
prelievo a nulla rilevando la data in cui questo viene effettuato  nell’arco
temporale sopra specificato.

    Per prelievi si intendono  le  movimentazioni  in  uscita  di  denaro  o
attività finanziarie dal rapporto segretato effettuate a  titolo  definitivo
che causano la perdita del regime della riservatezza.

    Ai fini dell’individuazione  delle  fattispecie  e  delle  eccezioni  si
rinvia a quanto già specificato nel paragrafo precedente.

    Si fa presente che il decesso del de cuius nel  corso  del  2011  non  è
considerato un prelievo.


    3. AMBITO SOGGETTIVO


    Soggetti incisi  dalle  imposte  in  questione  sono  quelli  che  hanno
usufruito delle disposizioni concernenti l’emersione delle attività detenute
all’estero  in  violazione  della  normativa  sul  cosiddetto  “monitoraggio
fiscale”, ossia le persone fisiche, gli enti non commerciali  e  le  società
semplici ed associazioni equiparate, fiscalmente  residenti  nel  territorio
dello Stato.

    Nell’ipotesi in cui il contribuente che ha effettuato il rimpatrio delle
attività finanziarie abbia  usufruito  del  regime  della  riservatezza  nel
periodo tra il 1° gennaio ed  il  6  dicembre  2011  e  sia  successivamente
deceduto, l’imposta di bollo speciale  annuale  è  applicata  nei  confronti
degli eredi in  quanto  il  presupposto  impositivo  si  è  verificato  alla
suddetta data del 6 dicembre 2011. Qualora  il  de  cuius  abbia  effettuato
prelievi nel periodo tra il 1° gennaio ed il 6 dicembre 2011 e sia  deceduto
successivamente a tale ultimo termine, gli eredi sono tenuti a corrispondere
anche l’imposta straordinaria sui prelievi.

    L’imposta di bollo speciale non è invece dovuta qualora il  decesso  sia
avvenuto antecedentemente al 6 dicembre 2011.  In  tal  caso  non  è  dovuta
neanche l’imposta sui prelievi considerato che non si realizza  la  finalità
che  la  norma  intende  contrastare  consistente  nell’evitare  artificiosi
svuotamenti del conto con l’intento di  eludere  il  pagamento  dell’imposta
annuale.

    Con riferimento all’anno 2012 e agli anni successivi, infine,  l’imposta
è applicata nei confronti degli eredi qualora il decesso del soggetto che ha
usufruito del regime della riservatezza sia intervenuto dal 2012 in poi.  In
tale evenienza l’imposta è dovuta tenendo conto del periodo per il quale  il
de cuius ha usufruito della riservatezza secondo il criterio  del  pro  rata
temporis come precedentemente descritto.

    Nella Tabella che segue sono esemplificate le  ipotesi  di  applicazione
delle imposte nei confronti degli eredi.
    4. MODALITÀ APPLICATIVE DELL’IMPOSTA DI BOLLO  SPECIALE  E  DELL’IMPOSTA
STRAORDINARIA SUI PRELIEVI


    4.1 Base imponibile delle imposte


    L’imposta di bollo speciale e l’imposta straordinaria sui prelievi  sono
calcolate sull’ammontare delle somme di denaro e sul valore di mercato delle
attività finanziarie o, in mancanza, sul  valore  nominale  o  di  rimborso,
determinati alla data del 31 dicembre di ciascun anno, ovvero del 6 dicembre
2011 relativamente all’imposta dovuta per tale anno, ovvero  alla  data  del
prelievo.  Il  valore  di  mercato  delle  attività  finanziarie  è   quello
rendicontato dagli intermediari in applicazione di  disposizioni  di  legge.
Per le attività finanziarie per le quali non sia determinabile il valore  di
mercato e che non presentino né un valore nominale né un valore di  rimborso
si deve tener conto del valore di acquisto.

    Per le polizze di assicurazione si assume il valore di  rimborso  al  31
dicembre di ciascun anno (o al 6 dicembre 2011 con  riferimento  all’imposta
dovuta per tale anno) intendendo per esso il valore di riscatto alla data di
riferimento  ovvero  in  caso  di  liquidazione   o   riscatto   il   valore
effettivamente rimborsato.

    4.2 Soggetti tenuti all’applicazione delle imposte


    Gli intermediari specificamente individuati dall’articolo 11,  comma  1,
lettera b), del citato decreto legge n. 350 del  2001  (banche,  società  di
intermediazione  mobiliare,  società  di  gestione  del  risparmio,  società
fiduciarie,  agenti  di  cambio  e  Poste  Italiane  S.p.A.,  residenti  nel
territorio dello Stato, nonché stabili organizzazioni in Italia di banche  e
di imprese di investimento non residenti) provvedono a trattenere  l’imposta
di bollo speciale annuale sulle attività oggetto di  emersione  e  l’imposta
straordinaria sui prelievi delle medesime attività dal  conto  del  soggetto
che ha effettuato l’emersione o ricevono provvista dallo stesso contribuente
in tempo utile per l’effettuazione del versamento.

    Sono comprese a questi fini le imprese di  assicurazione  residenti  nel
caso in cui le attività rimpatriate, o comunque parte di esse,  siano  state
utilizzate per la sottoscrizione di un contratto di assicurazione sulla vita
o di capitalizzazione in regime di riservatezza.

    Gli adempimenti collegati al versamento  delle  imposte  ricadono  sulle
imprese di assicurazione non residenti  operanti  in  Italia  in  regime  di
libertà di prestazione di servizi (LPS) ove  dette  imprese,  ricorrendo  le
condizioni richieste dall’articolo 3, comma  7,  del  decreto  del  Ministro
dell’economia e delle finanze del 24 maggio 2012, esercitino  l’opzione  per
l’applicazione dell’imposta di bollo di cui all’articolo  13,  comma  2-ter,
della Tariffa, Allegato A, Parte Prima, del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  26  ottobre  1972,  n.  642.  In  caso  contrario,  gli   stessi
adempimenti sono  effettuati  dall’intermediario  residente  presso  cui  la
polizza estera è detenuta in regime di segretazione.

    Rimane fermo che, nel caso in cui  la  polizza  italiana  o  estera  sia
oggetto di  un  contratto  di  amministrazione  stipulato  con  una  società
fiduciaria residente o con altro intermediario residente, questi sono tenuti
a trattenere l’imposta di bollo speciale, nonché l’imposta straordinaria sui
prelievi.   L’imposta   di   bollo    speciale    annuale    è    trattenuta
dall’intermediario al termine del periodo d’imposta ovvero al momento  della
perdita della  segretazione.  L’intermediario  deve  trattenere  le  imposte
prioritariamente dal conto o  dai  conti  segretati  che  accolgono  denaro.
Inoltre, gli intermediari sono tenuti a  trattenere  le  imposte  dai  conti
comunque riconducibili al soggetto che ha effettuato l’emersione.

    Per  conti  comunque  riconducibili  si  intendono  i  conti  anche  non
segretati che accolgono denaro identicamente intestati al  soggetto  che  ha
effettuato l’emersione. Qualora i  predetti  conti  non  siano  capienti  la
provvista   può   essere   fornita   dal   contribuente    anche    mediante
l’autorizzazione al prelievo  della  somma  dovuta  da  un  conto  ordinario
detenuto presso altro intermediario ovvero mediante il versamento sul  conto
segretato della somma necessaria  al  pagamento  delle  imposte,  senza  che
quest’ultima operazione comporti il venir meno del regime di riservatezza.

    4.2.1 Trasferimento delle attività segretate


    Posto che nel caso in cui il contribuente detenga le attività  segretate
presso il  medesimo  intermediario  con  il  quale  è  stata  effettuata  la
procedura di  emersione,  lo  stesso  intermediario  è  tenuto  a  prelevare
l’imposta di bollo speciale annuale e l’eventuale imposta straordinaria  sui
prelievi, occorre  esaminare  alcune  fattispecie  particolari  in  caso  di
trasferimento di tali attività. Se nel corso del  2011  il  contribuente  ha
trasferito il rapporto segretato dall’intermediario  alfa  all’intermediario
beta mantenendo il regime della riservatezza, l’intermediario presso cui  il
rapporto è detenuto al 6  dicembre  2011  è  tenuto  all’applicazione  e  al
versamento dell’imposta di bollo speciale annuale relativa a tale  anno.  Se
nello stesso periodo il contribuente ha effettuato dei prelievi  definitivi,
l’imposta    straordinaria    sui    prelievi    deve    essere    applicata
dall’intermediario presso cui detti prelievi sono stati effettuati. Nel caso
in cui, nel corso del 2011, il contribuente abbia trasferito  in  regime  di
riservatezza parte  delle  attività  detenute  presso  l’intermediario  alfa
all’intermediario beta, ciascun intermediario  applica  l’imposta  di  bollo
speciale  sulle  rispettive  attività  finanziarie  detenute  in  regime  di
riservatezza alla data del 6 dicembre.

    Qualora  nel  corso  del  2012  il  rapporto  segretato  sia  trasferito
dall’intermediario alfa all’intermediario beta mantenendo  il  regime  della
riservatezza, l’intermediario  alfa  applica  l’imposta  di  bollo  speciale
annuale relativamente al 2011 e l’intermediario beta la  applicherà  per  il
2012. Qualora invece detto trasferimento abbia ad oggetto soltanto una parte
delle attività segretate, l’intermediario alfa applica  l’imposta  di  bollo
speciale annuale relativamente al 2011 e ciascun intermediario la applicherà
per il 2012 per  la  quota  parte  delle  attività  segretate  dagli  stessi
detenute. Ipotizzando,  invece,  trasferimenti  di  attività  segretate  con
perdita del regime di riservatezza, si possono verificare i  seguenti  casi.
Si consideri che, nel periodo tra il 1° gennaio e il  6  dicembre  2011,  il
contribuente abbia trasferito tutte le attività detenute nel conto segretato
presso l’intermediario alfa ad un altro intermediario beta  senza  mantenere
il regime della riservatezza. In  tal  caso,  l’imposta  di  bollo  speciale
annuale non è  dovuta.  Tuttavia,  considerato  che  detto  trasferimento  è
equiparabile ad  un  prelievo,  l’intermediario  alfa  presso  il  quale  il
contribuente deteneva il conto segretato è  tenuto  a  trattenere  l’imposta
straordinaria sui prelievi o a ricevere provvista dallo stesso contribuente.
Si ipotizzi, invece, che il contribuente abbia trasferito  una  parte  delle
attività  detenute  nel  rapporto  segretato  presso  l’intermediario   alfa
all’intermediario  beta  in  un  rapporto  non  segretato.  In   tal   caso,
l’intermediario alfa presso  cui  è  detenuto  il  conto  segretato  applica
l’imposta di  bollo  speciale  annuale  sulle  attività  finanziarie  ancora
segretate  al  termine  del  periodo   d’imposta.   Inoltre,   il   medesimo
intermediario  alfa  applica  l’imposta  straordinaria  sui  prelievi  sulle
attività  finanziarie  trasferite  all’intermediario  beta,   semprechè   il
trasferimento sia avvento nel periodo tra il 1°  gennaio  e  il  6  dicembre
2011.

    Se il trasferimento è invece avvenuto nel corso  dei  periodi  d’imposta
successivi al 2011, l’imposta di bollo speciale annuale è trattenuta con  il
criterio del pro rata temporis dall’intermediario alfa ovvero ne  riceve  la
provvista dal contribuente.


    Nelle  Tabelle  che  seguono  sono  schematizzate   varie   ipotesi   di
trasferimento.

    Tabella  A  –  Trasferimenti  da   conto   segretato   detenuto   presso
intermediario alfa a conto segretato presso intermediario beta
    Tabella  B  –  Trasferimenti  da   conto   segretato   detenuto   presso
intermediario alfa a conto non segretato presso intermediario beta
    5. MODALITÀ DI CALCOLO E DI VERSAMENTO DELLE IMPOSTE

    L’imposta  di  bollo   speciale   annuale   è   determinata   al   netto
dell’eventuale imposta di bollo pagata, ai sensi dei  commi  2-bis  e  2-ter
dell’articolo 13  della  Tariffa,  parte  prima,  allegata  al  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  26  ottobre  1972,  n.  642,   e   successive
modificazioni, risultante dai rendiconti. In particolare, il comma 2-bis  si
riferisce all’imposta di bollo sulle comunicazioni relative a conti correnti
e libretti di risparmio. Il comma 2-ter si riferisce, invece, all’imposta di
bollo sulle comunicazioni relative a prodotti finanziari, anche non soggetti
ad obbligo di deposito, ivi compresi i depositi bancari e postali, anche  se
rappresentati da certificati.

    L’imposta di bollo da scomputare è quella riferita al medesimo  rapporto
segretato e risultante dai rendiconti relativi all’anno  di  riferimento,  a
decorrere dal 2011.

    Per le polizze di assicurazione e per i prodotti finanziari per i  quali
l’imposta di bollo di cui  all’articolo  13,  comma  2-ter,  della  Tariffa,
Allegato A, Parte Prima, del citato D.P.R. n. 642 del 1972 per ciascun  anno
è dovuta all’atto del rimborso o riscatto ai sensi dell’articolo 3, comma 7,
del citato decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 24  maggio
2012, l’imposta di bollo speciale pagata annualmente può  essere  scomputata
dall’imposta di bollo dovuta in sede di rimborso o riscatto.

    Nell’ipotesi in cui tali attività  siano  oggetto  di  un  contratto  di
amministrazione  con  una  società  fiduciaria  o  con  altro  intermediario
residente, l’imposta di bollo speciale pagata  annualmente  da  questi  deve
essere comunicata all’impresa di assicurazione al  fine  di  consentirne  lo
scomputo. Gli intermediari devono effettuare il versamento  dell’imposta  di
bollo speciale entro il 16 luglio di ciascun anno. Entro tale scadenza vanno
effettuati anche i versamenti dovuti nel caso di perdita di riservatezza nel
corso dell’anno precedente.

    Entro  il  16  luglio  2012  gli  intermediari  devono  versare,   oltre
all’imposta di bollo speciale, anche l’imposta straordinaria  sui  prelievi.
Per consentire il versamento delle predette imposte con risoluzione n.  14/E
del 9 febbraio 2012 sono stati istituiti i relativi codici tributo. Ai  fini
del versamento delle imposte in questione si ritiene  che  gli  intermediari
possano   anche   utilizzare   l’eccedenza   di   versamento    dell’imposta
straordinaria versata per l’emersione delle attività detenute all’estero  ai
sensi dell’articolo 13-bis del decreto legge n. 78 del  2009,  effettuandone
la compensazione tramite modello F24 ai sensi dell’articolo 17  del  decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

    Nel caso in cui  l’intermediario  pur  disponendo  della  provvista  non
effettui in tutto o in parte il  versamento  ovvero  lo  effettui  oltre  il
termine previsto, per le relative  sanzioni  si  applicano  le  disposizioni
relative alle omissioni in materia di imposte sui redditi di cui al  decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n.  471  e  per  il  cosiddetto  “ravvedimento
operoso” si applica la disposizione  di  cui  all’articolo  13  del  decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.

    Per l’accertamento, la riscossione  e  il  contenzioso  dell’imposta  di
bollo speciale e dell’imposta straordinaria sui  prelievi  si  applicano  le
disposizioni in materia di imposte sui redditi.


    6 SEGNALAZIONI DA PARTE DEGLI INTERMEDIARI


    Gli intermediari segnalano all’Agenzia delle Entrate i contribuenti  nei
confronti dei quali le  imposte  non  sono  state  applicate  e  versate  in
conseguenza dell’incapienza delle disponibilità in denaro sui conti comunque
riconducibili  al  contribuente  ovvero  in  mancanza  di  fornitura   della
provvista da parte dello stesso. La segnalazione deve essere effettuata  con
riferimento  all’intera  posizione  del  contribuente   anche   qualora   la
disponibilità dei conti o la fornitura della provvista non siano sufficienti
per  il  versamento  integrale  dell’imposta  dovuta.  La  segnalazione   va
effettuata nella dichiarazione dei sostituti d’imposta e degli intermediari,
modello 770 ordinario, a decorrere da quello relativo al  periodo  d’imposta
2012 (mod. 770/2013).

    Gli intermediari  devono  indicare  nel  suddetto  modello  770  i  dati
complessivi dei  versamenti  delle  imposte  di  bollo  speciale  annuale  e
straordinaria effettuati nel periodo d’imposta.

    Nei confronti  dei  contribuenti  segnalati  all’Agenzia  delle  Entrate
l’imposta è riscossa mediante iscrizione a ruolo ai sensi  dell’articolo  14
del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,  n.  602.  In
tal caso è iscritta a ruolo, oltre all’imposta e ai relativi  interessi,  la
sanzione pari all’importo non versato. Gli interessi decorrono dalla data di
scadenza per il versamento da parte dell’intermediario.

    In sede  di  riscossione  dell’imposta  nei  confronti  degli  eredi  la
sanzione non si applica in base al  principio  dell’intrasmissibilità  della
sanzione agli eredi di cui all’articolo 8 del citato D.Lgs. n. 472 del 1997.


                                     ******


    Le Direzioni regionali vigileranno affinché le istruzioni  fornite  e  i
principi enunciati con la presente circolare vengano puntualmente  osservati
dalle Direzioni provinciali e dagli Uffici dipendenti.
 
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