04/07/2012 - PROCESSO TRIBUTARIO: IN APPELLO SI POSSONO PRODURRE NUOVI DOCUMENTI

 
 
 
 

 

PROCESSO TRIBUTARIO: IN APPELLO SI POSSONO PRODURRE NUOVI DOCUMENTI

 Cass., Sez. VI, 25 giugno 2012, ord. n. 10567

La produzione in appello delle cartelle notificate  costituisce  una  mera difesa della parte rimasta contumace in  primo  grado,  e  non  rientra  nel divieto di cui all’art. 57 del D.Lgs. n. 546/1992, che riguarda solo  le eccezioni in senso stretto. La Corte  di  Cassazione  ha  ribadito  il principi secondo cui, nel processo tributario è  ammessa  la  produzione  in appello di nuovi documenti.

Nel caso di specie, la Suprema Corte ha cassato la sentenza dei giudici regionali che aveva rigettato l’appello di Equitalia,  non costituita in prime cure, che aveva dedotto e  provato  in appello la ritualità delle notifiche delle cartelle  di  pagamento.

                             

                                REPUBBLICA ITALIANA

                        IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

                       LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

                            SEZIONE SESTA CIVILE

                               SOTTOSEZIONE T

  Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

  Dott. CICALA     Mario                            -  Presidente   -

  Dott. BOGNANNI   Salvatore                        -  Consigliere  -

  Dott. IACOBELLIS Marcello                    -  rel. Consigliere  -

  Dott. DI BLASI   Antonino                         -  Consigliere  -

  Dott. CARACCIOLO Giuseppe                         -  Consigliere  -

  ha pronunciato la seguente:

                                 ordinanza

  sul ricorso proposto da:

  Equitalia Gerit s.p.a. elett.te dom.to in Roma, alla via XXIV  Maggio   n.

43,  presso  lo  studio  dell'avv.  P.  P.,  dal  quale  è  rapp.to   e

difeso,giusta procura in atti;

  - ricorrente -

                                   contro

  D.M.S.;

  - intimato -

  per   la  cassazione   della   sentenza   della   Commissione   Tributaria

Regionale del Lazio n. 191/2009/06 depositata il 24/11/2009;

  Udita  la relazione della causa svolta  nella  Camera  di  consiglio   del

giorno 24/5/2012 dal Dott. Marcello Iacobellis;

  Udite  le  richieste  del P.M.,  in  persona  del  Sostituto   Procuratore

Generale, Dott. Sorrentino.

 

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

  La  controversia  promossa da             D.M.S.  contro  Equitalia  Gerit

s.p.a. è stata definita con la decisione in epigrafe, recante   il   rigetto

dell'appello proposto dalla Equitalia contro la  sentenza   della   CTP   di

Roma n.  244/65/2008  che  aveva  accolto  il   ricorso   del   contribuente

avverso  l'iscrizione ipot. N.  (OMISSIS)  per  irpef iva  e  irap  relative

agli anni 2000-2002. Il ricorso proposto si  articola   in   unico   motivo.

Nessuna attività   difensiva   ha   svolto   l'intimato.   Il   relatore  ha

depositato relazione  ex   art.   380   bis   c.p.c..   Il   presidente   ha

fissato  l'udienza  del  24/5/2012   per  l'adunanza  della Corte in  Camera

di Consiglio. Il P.G.  ha  concluso  aderendo alla relazione.

 

MOTIVI DELLA DECISIONE

  La  ricorrente  censura l'impugnata  sentenza  per  violazione   e   falsa

applicazione  del  D.Lgs.   n.   546   del   1992,   art.   57,   sostenendo

l'erroneità    del    rigetto    dell'appello    sul     presupposto     che

l'Equitalia,  non costituita in prime cure, nel dedurre  e   comprovare   in

appello la ritualità delle notifiche delle cartelle  di  pagamento,   avesse

proposta una eccezione nuova, come tale inammissibile.

  Il ricorso è fondato in quanto, da un canto, nel  giudizio  tributario   è

ammessa la produzione in appello di nuovi  documenti  (Cass.  n.  3611   del

2006) e, dall'altro, la produzione in appello, come nel  caso   di   specie,

delle cartelle notificate (e delle quali era contestata   dal   contribuente

l'avvenuta  notifica)  costituisce  una    mera    difesa   consentita  alla

parte rimasta contumace in prime cure, concernendo il  divieto   di  cui  al

D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 57, solo le eccezioni  in  senso stretto  (Sez.

5, Sentenza n. 12008 del 2011; Cass. n. 14020  del 2007);

  Consegue  da  quanto sopra la  cassazione  della  sentenza  impugnata   in

relazione  al  motivo accolto ed  il  rinvio,  anche   per   le   spese   di

questo grado, ad altra sezione della CTR del Lazio.

 

P.Q.M.

  La  Corte accoglie il ricorso, cassa  la  sentenza  impugnata  e   rinvia,

anche  per le spese di questo  grado,  ad  altra  sezione  della   CTR   del

Lazio.

  Così deciso in Roma, il 24 maggio 2012.

  Depositato in Cancelleria il 25 giugno 2012

 
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