Data: 12/10/2018

Pace fiscale: ultime novita'


PACE FISCALE: ULTIME NOVITA’

Atti impositivi

Gli atti impositivi (avvisi di accertamento, avvisi di rettifica e liquidazione, atti di recupero) notificati entro il 30 settembre 2018 (o la data di entrata in vigore del decreto legge fiscale), non impugnati con reclamo o ricorso e ancora impugnabili potrebbero essere definiti mediante il pagamento, entro 30 giorni dal termine di scadenza del ricorso, delle sole imposte accertate (senza sanzioni e interessi).
Parimenti, anche le somme richieste dall’Ufficio finanziario mediante inviti al contraddittorio notificato entro il 30 settembre 2018 (o la data di entrata in vigore del decreto legge fiscale) potrebbero essere definiti mediante il pagamento, entro 30 giorni dal termine di scadenza del ricorso, delle sole imposte (senza sanzioni e interessi).
Inoltre, anche gli accertamenti con adesione sottoscritti entro il 30 settembre 2018 (o entro la data di entrata in vigore del decreto legge fiscale) potrebbero essere perfezionati mediante il pagamento, entro 20 giorni dalla sottoscrizione, delle sole imposte rideterminate (senza sanzioni e interessi).
I pagamenti delle imposte dovranno essere effettuati con versamenti in un’unica soluzione o rateali, in 5 rate trimestrali o 10 rate trimestrali (se le somme dovute superano i 50mila euro), senza possibilità di avvalersi della compensazione. In caso di errori sarà comunque possibile correggere i carenti versamenti mediante il ravvedimento.

Definizione agevolata integrale dei pvc

Il decreto legge fiscale prevede la possibilità di definire i pvc notificati entro il 30 settembre 2018 (o la data di entrata in vigore del decreto legge fiscale) mediante la presentazione, entro il 31 maggio 2019, di una dichiarazione integrativa che riporti, per ciascun anno d’imposta verificato e ancora accertabile, i maggiori imponibili contestati e il pagamento entro lo stesso termine delle sole imposte (senza sanzioni e interessi). Ciò anche se dichiarazione originaria non è stata presentata e a condizione che la definizione riguardi tutti i rilievi del pvc.
I pagamenti delle imposte dovranno essere effettuati con versamenti in un’unica soluzione o rateali, in 5 rate trimestrali o 10 rate trimestrali (se le somme dovute superano i 50mila euro), senza possibilità di avvalersi della compensazione. In caso di errori sarà comunque possibile correggere i carenti versamenti mediante il ravvedimento.

Definizione agevolata delle liti fiscali pendenti

La definizione riguarderà le liti fiscali pendenti (ricorso notificato entro il 30 settembre 2018) in ogni grado del giudizio (incluso quello di cassazione e anche in sede di rinvio), aventi ad oggetto atti impositivi (con esclusione delle controversie riguardanti le risorse proprie della Ue e dell’Iva all’importazione).
In caso di processo pendente in primo grado (CTP) o di ultima sentenza favorevole all’Ufficio la lite si può definire con il pagamento delle sole imposte (senza interessi e sanzioni).
In caso di soccombenza dell’Ufficio in primo grado si dovrebbe pagare il 50% delle sole imposte (senza interessi e sanzioni).
Se l’Ufficio è risultato soccombente il secondo grado (CTR) si dovrebbe pagare un terzo delle sole imposte (senza interessi e sanzioni).
Nel caso di controversia relativa a interessi di mora o sanzioni non collegate al tributo, sarà necessario pagare il 15% delle somme dovute in caso di soccombenza dell’Ufficio e il 40% negli altri casi.
Per la definizione delle liti fiscali pendenti la domanda dovrebbe scadere il 16 maggio 2019.
Il pagamento delle somme dovute potrà avvenire in massimo 5 rate trimestrali, con possibilità di ravvedimento in caso di errori (è esclusa però la possibilità di compensazioni). Dagli importi dovuti si scomputerà quanto già versato in pendenza di giudizio. In caso di somme versate in eccesso non potrà aver il rimborso.